Arte e brand: collab dopo collab un binomio da tenere d’occhio

Immagine - Che ora è? L'ora di accelerare la creatività

Imprese e cultura sempre più legate e interconnesse, in un binomio virtuoso che  sicuramente può costituire una crescita per entrambi.

D'altronde ormai è noto: l’arte fa bene ai brand, e lo fa sotto molteplici punti di vista.

Si parla a riguardo di brand effect, e cioe una risposta emotiva positiva a un determinato brand: dal momento che l’esposizione a un oggetto d’arte suscita emozioni nello spettatore, l’inserimento di quello stesso oggetto all’interno delle dinamiche del prodotto crea ulteriore percezione positiva e brand awarness.

Swach non è certo nuova a queste iniziative… già in passato diverse le collaborazioni intraprese con le maggiori istituzioni museali di tutto il mondo: il Rijksmuseum di Amsterdam, il Thyssen Museum di Madrid, il Louvre di Parigi. E ora il MoMA di New York, appunto.

A spiegare meglio come nascono queste collaborazioni Carlo Giordanetti, direttore creativo di Swatch: «Abbiamo iniziato questo nuovo capitolo della relazione tra Swatch e l’Arte nel 2018 con il Rijksmuseum di Amsterdam», racconta Giordanetti. «Poi sono state la generosità dei Musei nell’aprire i propri archivi, la comprensione dell’importanza di diffondere le loro opere più importanti attraverso canali nuovi per attirare nuovo pubblico, la volontà di trascendere la dimensione di oggetto-ricordo, la capacità di comprendere il valore aggiunto di una collaborazione con un marchio come Swatch, ad aver generato i capitoli successivi di questa avvincente storia».

Il direttore creativo ha le idee chiare: l’arte  fa bene alle aziende, e lo fa perchè, prima di tutto le nobilita. Eleva il discorso commerciale e fa si che ci sia lo sforzo di aggiungere contenuti che non siano soltanto di marketing e di prodotto. Questa combinazione funziona quando vera, non deve sapere di sponsorizzazione, ma nascere da un vero desiderio di contaminazione fra i due mondi. 

La collab Swatch X MoMA, nello specifico, rielabora le opere di cinque famosi artisti d’arte moderna conservate nel museo statunitense con sei modelli in edizione speciale. 

Si tratta di La Notte Stellata (1889) di Vincent van Gogh, La Speranza II (1907-1908) di Gustav Klimt, Il Sogno (1910) di Henri Rousseau, Composizione in ovale con piani di colore  (1914) di Piet Mondrian, The City and Design, The Wonders of Life on Earth, Isamu Kurita (1966) di Tadanori Yokoo, e New York (1968) sempre dell’artista giapponese, classe 1936: anche la confezione che conterrà questi sei modelli – un’edizione speciale pensata per i collezionisti – sarà un’opera d’arte perché ispirata alla Blade Stair, la nuova scala disegnata da Diller Scofidio + Renfro e costruita all’estremità ovest del MoMA Store, diventata in poco tempo una delle attrazioni del museo.

Noi non vediamo l’ora di collezionarli tutti e, credendo fortemente nel valore positivo delle contaminazioni fra arte e azienda, non possiamo che aspettare ansiosi la prossima collab.